La vita non è un viaggio in crociera. All’improvviso arriva la tempesta.
Gesù ha fiducia nei “suoi”.
L’evangelizzazione passa”necessariamente” attraverso le tempeste, i rifiuti.
Ma con Gesù si arriva al porto. Occorre aver ”fede”.
Gli apostoli rimproverano Gesù: col suo sonno sembra estraneo al loro problema.
Gesù capovolge il rimprovero: denuncia la loro”estraneità” al rapporto fiducioso nel Padre.
“Chi è costui?” Quando siamo sfiorati dall’azione di Dio avvertiamo sgomento, indegnità, stupore, amore: è una continua meraviglia.
Gesù si desta per”risvegliare” nel cuore dei discepoli l’interrogativo fondamentale circa la sua identità.
Parallelismo di questo brano con Mc 1, 23-27: la liberazione dell’ossesso.
Vivere da “paurosi” significa in fondo reagire come se Dio non esistesse: E’ GRAVE per un cristiano!
Avere Cristo sulla nostra barca non significa essere certi che tutto andrà per il meglio senza
una tempesta, ma che tutto sta andando per il meglio in mezzo alla tempesta. Gesù non ci
garantisce il “bello stabile”, ma se ci fidiamo di Lui, arriveremo.
Anche Gesù ha lottato mentre i discepoli dormivano (orto degli ulivi), egli raccomanda di
vegliare e pregare, perché lo spirito è pronto, ma la carne è debole.
Conclusione con Ps 106, 23-30
PER LA CRESCITA NELLA SETTIMANA: | Ps 30 | Ps 39 | Siracide 11, 12-30 | 2 Tess 2, 13-17 | Is 55, 1-2 | Is 55, 12 | Ger 1, 5-9 | Salmo 29 (Ringraziamento) |
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